Osteonecrosi del ginocchio

Che cos’è l’osteonecrosi del ginocchio?

L’osteonecrosi del ginocchio è una patologia caratterizzata dalla riduzione o interruzione dell’apporto di sangue a una porzione dell’osso subcondrale, cioè l’osso situato immediatamente al di sotto della cartilagine articolare. La mancanza di vascolarizzazione provoca la morte delle cellule ossee, con possibile cedimento della superficie articolare e sviluppo di artrosi secondaria. 

Nella maggior parte dei casi interessa il condilo femorale mediale, ma può coinvolgere anche il condilo laterale, la tibia prossimale o la rotula. Negli ultimi anni si distingue:

  • Osteonecrosi spontanea del ginocchio (SONK), oggi spesso considerata una frattura da insufficienza subcondrale.
  • Osteonecrosi secondaria, associata a fattori di rischio come corticosteroidi, abuso di alcol, anemia falciforme o altre malattie sistemiche.


Quali sono le cause?

Le cause possono variare in base al tipo di osteonecrosi. I principali fattori di rischio comprendono:

  • traumi o microtraumi ripetuti;
  • età superiore ai 50 anni;
  • osteoporosi;
  • terapia prolungata con corticosteroidi;
  • consumo eccessivo di alcol;
  • malattie della coagulazione;
  • patologie autoimmuni;
  • anemia falciforme e altre malattie ematologiche.

In molti casi la forma spontanea compare senza una causa chiaramente identificabile.


Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è un dolore improvviso e intenso al ginocchio, spesso localizzato nella parte interna dell’articolazione. Possono comparire anche:

  • dolore durante il carico e la deambulazione;
  • dolore notturno;
  • gonfiore articolare;
  • rigidità;
  • difficoltà a salire e scendere le scale;
  • limitazione funzionale;
  • zoppia.

Se non trattata, la malattia può evolvere verso il collasso dell’osso subcondrale e l’artrosi.


Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi si basa sulla visita ortopedica e sugli esami di imaging.

Radiografia

Le radiografie del ginocchio, preferibilmente eseguite sotto carico (in piedi), possono essere normali nelle fasi iniziali ma mostrano successivamente:

  • aree di sclerosi;
  • appiattimento del condilo;
  • cedimento dell’osso subcondrale;
  • artrosi secondaria.

Risonanza magnetica (RMN)

La RMN rappresenta l’esame più sensibile per la diagnosi precoce e permette di identificare edema osseo, fratture da insufficienza subcondrale e aree di osteonecrosi prima che siano evidenti alla radiografia.


Come si cura?

Il trattamento dipende dallo stadio della malattia e dall’estensione della lesione.

Trattamento conservativo

Negli stadi iniziali può comprendere:

  • riduzione del carico sull’arto;
  • utilizzo temporaneo di stampelle;
  • fisioterapia;
  • controllo del dolore con farmaci appropriati;
  • trattamento dei fattori di rischio.

Trattamento chirurgico

Se si verifica il collasso dell’osso o il dolore persiste, possono essere indicate:

  • decompressione dell’osso subcondrale in casi selezionati;
  • osteotomie correttive;
  • innesti ossei o procedure di preservazione articolare;
  • protesi monocompartimentale quando è interessato un solo compartimento;
  • protesi totale di ginocchio nei casi avanzati con artrosi diffusa.


Qual è la prognosi?

Una diagnosi precoce migliora significativamente le possibilità di preservare l’articolazione. Quando invece la lesione evolve verso il collasso dell’osso subcondrale, aumenta il rischio di sviluppare un’artrosi severa che può richiedere un trattamento chirurgico protesico.


Quando rivolgersi allo specialista?

È consigliabile consultare un ortopedico se compare:

  • un dolore improvviso e intenso al ginocchio senza trauma importante;
  • dolore persistente durante il carico;
  • gonfiore associato a limitazione funzionale;
  • peggioramento rapido dei sintomi.

Una valutazione specialistica tempestiva, associata a radiografie e, quando indicato, a risonanza magnetica, consente di impostare il trattamento più appropriato.

 


Bibliografia essenziale

  • Mont MA, Marker DR, Zywiel MG, Carrino JA. Osteonecrosis of the Knee and Related Conditions. J Am Acad Orthop Surg. 2011;19(8):482-494.

  • Koshino T. Spontaneous Osteonecrosis of the Knee: Diagnostic and Therapeutic Considerations. Clin Orthop Relat Res.

  • Yates PJ, Calder JD, Stranks GJ, Conn KS. Early MRI diagnosis of spontaneous osteonecrosis of the knee. Knee. 2007.

  • American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS). Educational resources on Osteonecrosis and Knee Arthritis.

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